Le regioni italiane più popolose dal 1970 ad oggi.


Le regioni italiane più popolose dal censimento del 1971 ad oggi:

I censimenti di ogni decennio, con l’aggiornamento del 2016.

Note introduttive.

In questo primo articolo sulla demografia italiana, seguirò un ordine “a scalare”: regioni, provincie , comuni. Presenterò i dati relativi ai censimenti delle regioni italiane, sempre a partire dagli anni ’70 ( per ora ), per non superare un arco temporale di mezzo secolo, come  peraltro già fatto per gli articoli fin qui pubblicati. Poi esaminerò, come detto, le provincie e le città di maggior rilievo demografico.

Ma poi verrà il momento per un’analisi di più ampio respiro, dal momento che i censimenti della popolazione italiana hanno inizio addirittura nel 1861, e sempre con cadenza decennale, con un paio di eccezioni.

Le due tabelle proposte mostrano le prime nove regioni ( su 20 ) in classifica. Questo numero un po’ anomalo in realtà è dovuto al fatto che le regioni che seguono nella graduatoria sono molto staccate in termini numerici, non raggiungendo nemmeno i 2 milioni di abitanti in tutti i censimenti effettuati, compreso l’ultimo aggiornamento al 2016.

Potrà sembrare riduttivo ma devo tener fede al titolo del post. Ne farò comunque cenno in coda alla tabella qui proposta, in sede di analisi dei dati.

Ed ecco allora tutti i dati, per gli amanti dei numeri e delle classifiche: 

 

REGIONI                                                1971                               1981                              1991                             2001

   1. LOMBARDIA       8.543.387       8.891.652       8.856.074       9.032.554
   2. CAMPANIA       5.059.348       5.463.134       5.630.280       5.701.931
   3. LAZIO       4.689.482       5.001.684       5.140.371       5.112.413
   4. SICILIA       4.680.715       4.906.878       4.966.386       4.968.991
   5. PIEMONTE       4.432.313       4.479.031       4.302.565       4.214.677
   6. VENETO       4.123.411       4.345.047       4.380.797       4.527.694
   7. EMILIA ROMAGNA       3.863.654       3.974.617       3.926.422       4.000.703
   8. PUGLIA       3.582.787       3.871.617       4.031.885       4.020.707
   9. TOSCANA       3.473.097       3.581.051       3.529.946       3.497.806
                ITALIA      54.136.547     56.556.911     56.778.031     56.995.774

*I numeri in neretto indicano il guadagno di posizione nella classifica.

 

 

REGIONI                                          2011                                 REGIONI                           Aggiorn. 2016

  1. LOMBARDIA     9.704.151   1. LOMBARDIA     10.008.349
  2. CAMPANIA     5.766.810   2. LAZIO       5.888.472
  3. LAZIO     5.502.886   3. CAMPANIA       5.850.850
  4. SICILIA     5.002.904   4. SICILIA       5.074,261
  5. VENETO     4.857.210   5. VENETO       4.925.823
  6. PIEMONTE     4.363.916   6. EMILIA ROMAGNA       4.448.196
  7. EMILIA ROMAGNA     4.342.135   7. PIEMONTE       4.404.246
  8. PUGLIA     4.052.566   8. PUGLIA       4.077.166
  9. TOSCANA     3.672.202   9. TOSCANA       3.744.398
             ITALIA   59.433.744                  ITALIA     60.665.551

*Il neretto indica avanzamento di posizione.

 

 

 

Brevi considerazioni statistiche sui dati demografici regionali e sulla loro evoluzione.

Come prima cosa, finalmente non ha dovuto arrotondare le cifre, in quanto derivate da fonte ISTAT, quindi numeri certi e non stimati ( anche per il 2016, che ovviamente riporta i dati aggiornati al 2015 ).

Ho accennato al fatto che le regioni di rilievo, sotto il nostro profilo, erano e sono tutt’ora nove, essendo molto staccate le altre undici, al di sotto dei due milioni di abitanti, cui la sola 10. Calabria si è avvicinata nel 2015. Le altre, a seguire, sono: 11. Sardegna, 12. Liguria, 13. Marche, 14. Abruzzo, 15. Friuli Venezia Giulia e 16. Trentino Alto Adige, tutte sopra il milione di abitanti; terminano la classifica 17. Umbria, 18. Basilicata, 19. Molise e 20. Valle d’Aosta, al di sotto del milione di residenti. 

Tanto doverosamente precisato, comincerei ad evidenziare la variazione complessiva della popolazione italiana, che – come noto e già riportato nei report sull’Europa ed anche sulla popolazione mondiale nell’ultimo quindicennio – non è certo variata granché: appena 6 milioni e mezzo in 45 anni, come peraltro quasi tutta l’Europa, argomento ricorrente nei miei articoli. Di conseguenza anche le regioni italiane si sono “adeguate” al trend nazionale, come si nota esaminando i censimenti successivi al primo. Ma vediamo.

La Lombardia è ed è sempre stata la regione più popolata, con grande distacco rispetto alle inseguitrici; inoltre è anche una delle regioni più estese della nazione, insieme a Sicilia, Sardegna, Piemonte, Toscana ed Emilia Romagna: tutte tra i 22 mila ed i 25 mila Kmq, staccate invece le altre regioni. Ma la sua densità è nettamente maggiore rispetto alle altre regioni appena citate. Ciò detto, nel contesto nazionale di scarsa crescita demografica, nei vari decenni la troviamo in costante crescita, ad eccezione degli anni ’90, fino a raggiungere nell’ultimo rilievo ( 2016 ) i 10 milioni di abitanti.  Lo stesso discorso vale per Campania e Lazio, le quali hanno più o meno avuto lo stesso percorso, a parte il rallentamento, negli ultimi tempi, della Campania, che ha così perso la seconda posizione a favore del Lazio, che invece ha avuto un’inattesa impennata proprio nell’ultimo quinquennio: per la prima volta si trova davanti alla”rivale” da quando esistono le regioni.

Vedremo poi nel prossimo censimento come andrà, però già sappiamo che, a livello nazionale, la crescita demografica resterà vicina allo zero. Il contesto generale dell’evoluzione demografica delle principali regioni italiane sarà comunque illustrato sotto, in una tabella riepilogativa di questi 45 anni, nel confronto tra i dati di partenza e quelli attuali, tanto per avere un idea complessiva delle variazioni relative alle singole regioni.

Tra l’altro, è ben evidente come la regione che non si è mossa in questo lungo periodo è stato il Piemonte, sempre con gli stessi numeri: in leggera discesa per vent’anni, ha poi da ultimo riguadagnato gli abitanti persi. La Sicilia è salita solo negli anni ’70, dopodiché si praticamente fermata, al contrario del Veneto che, con una crescita demografica costante, oltre a guadagnare la posizione sul Piemonte, oramai ha raggiunto la Sicilia stessa, con probabile sorpasso al prossimo censimento, se non prima.

Sui cambiamenti degli ultimi anni sicuramente influisce la collocazione territoriale degli stranieri, che preferiscono le regioni più ricche, anche se, in realtà si trovano ovunque: non ho i dati sottomano ma ricordo quanto già detto in altri report riguardanti la popolazione italiana, che se negli anni ’70 contava l’1% degli stranieri residenti, ora è arrivata all’8%, adeguandosi in parte alle percentuali dei grandi Paesi europei: se ne riparlerà in un articolo apposito, riguardante i gruppi stranieri presenti in Italia, dominati – anticipo – da quello rumeno, largamente superiore agli altri.  

Riguardo e regioni rimanenti c’è da notare la curiosa scaletta dell’Emilia Romagna, che dopo una piccola salita, si è poi fermata per vent’anni, scavalcata dalla Puglia, per poi avere una graduale impennata, sulla falsariga del Lazio, che gli ha fatto prima recuperare la posizione sulla Puglia, poi un’altra posizione sul Piemonte. In ogni caso la popolazione delle due regioni è molto vicina, a differenza della Puglia che, come detto sopra, ha avuto una buona crescita iniziale, tra il ’70 e il ’90, guadagnando una posizione; poi si è arrestata ai 4 milioni circa fino ad oggi, staccandosi dalle due regioni sopra citate ( Emilia e Piemonte ).

L’ultima regione presente in questa classifica, la Toscana, ha sempre mantenuto il nono posto, anche per il vuoto di circa due milioni con il decimo posto, cui ha accennato all’inizio di questa breve analisi, cosa ha fatto? E’ salita di poco il primo decennio, poi è scesa per due decenni consecutivi, tornando praticamente ai dati iniziali, per poi avere, anche questa regione, una buona “impennata” negli ultimi 15 anni. E questo è quanto. Direi che, grosso modo, questo saliscendi lo potremmo trovare anche nelle regioni “minori”, con un cambiamento significativo percentuale che ho notato per la Sardegna, con un aumento di residenti di circa il 25%.

Ed ecco l’ultima tabella con i dati iniziali e quelli finali, di oggi, per dare senso al titolo del report:

 

 

REGIONI                                     popolaz. 1971             REGIONI                                  popolaz. 2016 ( 1.1.16 )

  1. LOMBARDIA     8.543.387   1. LOMBARDIA     10.008.349
  2. CAMPANIA     5.059.348   2. LAZIO       5.888.472
  3. LAZIO     4.689.482   3. CAMPANIA       5.850.850
  4. SICILIA     4.680.715   4. SICILIA       5.074,261
  5. PIEMONTE     4.432.313   5. VENETO       4.925.823
  6. VENETO     4.123.411   6. EMILIA ROMAGNA       4.448.196
  7. EMILIA ROMAGNA     3.863.654   7. PIEMONTE       4.404.246
  8. PUGLIA     3.582.787   8. PUGLIA       4.077.166
  9. TOSCANA     3.473.097   9. TOSCANA       3.744.398
             ITALIA   54.136.547                  ITALIA     60.665.551

*Le regioni in neretto hanno un’avanzamento di posizione.

 

Conclusioni.

Per concludere l’analisi sull’andamento demografico delle regioni italiane più popolate, diciamo che, tralasciando l’aumento percentuale e osservando solo i numeri, arrotondati, vediamo questo ordine di crescita demografica:

1. Lombardia           1.500.000 ab.

2. Lazio                    1.200.000  

3. Campania               800.000  “

3. Veneto                     800.000  “

5. Emilia Romagna     600.000  “

6. Puglia                     500.000  

7. Sicilia                     400.000  “

8. Toscana                   270.000  ”  

9. Piemonte                 -30.000  

              

Come si può notare l’ordine di questa classifica non corrisponde del tutto a quello della popolazione complessiva delle varie regioni, ma da un senso al movimento demografico che si è verificato negli ultimi decenni in ambito regionale. Colpisce il Piemonte, essendo l’unica regione a non avanzare come numero di residenti, ed in parte anche la Sicilia, che qui risulta solo settima, rispetto al quarto posto nella classifica demografica generale. Per il resto rimando a quanto sopra detto nell’analisi numerica delle singole regioni. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Informazioni su FEDERICO HONORATI

Sono nato a Roma il 01.06.1962. Professione: avvocato civilista. Appassionato di statistica sin da bambino, vorrei sfruttare questa opportunità del web metter rimettere in piedi questo hobby, con un'impostazione originale.

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