Popolazione europea negli ultimi 50 anni – parte prima: 1970-1985


La Popolazione europea negli ultimi 50 anni – primo periodo: dal 1970 al 1985

Premessa.

Con questo articolo vorrei esaminare, sempre con il metodo della tabella comparativa dati – l’evoluzione demografica che hanno avuto gli Stati europei nell’ultimo mezzo secolo, naturalmente con lo stesso metodo utilizzato nell’articolo riguardante la popolazione mondiale, ovvero attraverso un confronto tabellare delle varie graduatorie prese a riferimento per il confronto relativo al periodo preso in esame.

I periodi di confronto tra un dato e l’altro hanno uno spazio temporale di 15 anni, sufficiente a dare un’idea di come si possano esser evoluti i dati relativi agli Stati oggetto d’indagine, in modo da verificare l’eventuale esistenza di cambiamenti di rilievo, riguardo la crescita demografica europea.

In questo articolo, tra l’altro, si parte da lontano – dal 1970 – per l’esattezza, quindi stiamo analizzando L’Europa per quasi 50 anni.  Qui le statistiche vengono progressivamente messe a confronto, con qualche notazione, per poi terminare con un’ultima tabella di confronto riguardante l’intero periodo preso in considerazione.

Posso sin d’ora anticipare che non si vedranno grossi cambiamenti in termini numerici, in quanto, come noto, il “Vecchio Continente” è quello che ha mantenuto la maggiore stabilità demografica nel periodo in esame, con conseguente perdita di quota percentuale su scala mondiale rispetto ad Africa, Americhe e, soprattutto, Asia. Di questo ne parlerò in un articolo appositamente dedicato al rapporto demografico tra i vari Continenti, in un arco di tempo magari più ampio.

 

Il primo periodo: dal 1970 al 1985.

La prima tabella comparativa prende in considerazione un arco temporale di ben 14 anni, quindi apparentemente più lungo del tradizionale decennio che, almeno qui in Italia ma non solo, è quello del censimento, che ha cadenza decennale. In realtà, anche in quel caso, premetto che non sarebbe cambiato pressoché nulla. Come dicevo, infatti, assistiamo da poco oltre il dopoguerra a modeste variazioni numeriche qui in Europa. Infatti in questo primo periodo esaminato passa dai 650 milioni di abitanti stimati nel 1970 ai 695 milioni stimati nel 1985.

Un periodo di lenta crescita demografica – come si nota dalla tabella – limitata ai primi dieci Paesi in graduatoria, ma valido anche a quelli “minori”, in quanto il trend demografico generale riguarda la totalità degli Stati europei, con piccole differenze, qui evidenziate in neretto, ma solo perché riguardano un inversione di posizioni nella graduatoria ( Italia e Polonia su Regno Unito e  Spagna ).

 

Doverosa precisazione.

Per entrambi i due anni di riferimento messi a confronto, le statistiche mostrano due importanti differenze ( note a tutti, presumo ) rispetto ad oggi:

1. l’Unione Sovietica ( Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, con l’acronimo U.R.S.S. ) si è gradualmente scissa solo a partire dalla crisi del 1991. Fino ad allora è ovviamente calcolata nel suo insieme, pur sempre limitata alla parte europea, che comunque è  la stragrande maggioranza rispetto al totale della popolazione sovietica.

2. La Germania, allora ancora divisa in Occidentale ed Orientale fino al 1989, riunitasi poi con il c.d. “crollo del Muro di Berlino” ( non è stato un incidente ).

Ciò doverosamente precisato, a vantaggio soprattutto dei lettori più giovani, ecco la prima tabella comparativa dati, cui segue una breve analisi degli stessi.

 

      I primi dieci Stati nel 1970                           I primi dieci Stati nel 1985

  1. U.R.S.S.* 184.804.000   1. U.R.S.S.* 199.786.000
  2. Germania Ovest   61.284.000   2. Germania Ovest   61.024.000
  3. Regno Unito   55.570.000   3. Italia   57.128.000
  4. Italia   54.100.000   4. Regno Unito   56.636.000
  5. Francia   51.260.000   5. Francia   55.172.000
  6. Spagna   34.134.000   6. Polonia   37.203.000
  7. Polonia   32.749.000   7. Spagna   37.028.000
  8. Jugoslavia   20.550.000   8. Jugoslavia   23.123.000
  9. Romania   20.470.000   9. Romania   22.725.000
10. Germania Est   17.040.000 10. Germania Est   16.644.000

*Si intende la parte europea.

In neretto sono indicati gli Stati che guadagnano posizioni.

La situazione demografica europea nel 1970.

La parte destra della tabella mistra la situazione demografica europea al primo riferimento di rilievo, in quanto rappresenta un consolidamento della situazione di ripresa, anche demografica, che era seguita alla seconda guerra mondiale, la quale aveva stravolto i preesistenti equilibri a tutti i livelli nel nostro Continente.

A parte l’Unione Sovietica, grande potenza militare, che nucleare in particolare, aveva anche ripreso un dato demografico che era stato molto scalfito dalla guerra, gli altri Stati Europei erano tutti in ripresa. Sui dati numerici dovrei fare un autonomo articolo riguardante l’intero secolo europeo; ma è lavoro che affronterò in seguito.

Per riassumere: fino grandi cambiamenti cominciati alla fine degli anni ’80, dopo la Germania Ovest, un po’ avanti, l’Italia ed il Regno Unito hanno sempre avuto una popolazione “sovrapponibile”, cioè hanno sempre viaggiato a braccetto, più o meno con gli stessi dati. Nel 1970 è avanti il Regno Unito, proprio grazie a quel milione e mezzo di Irlandesi del Nord che si vanno ad aggiungere alla Gran Bretagna, che aveva identica popolazione rispetto a quella italiana. Poi segue la Francia, che farà terzetto con le altre due per tutto il seguente periodo storico.

Gli altri Paesi sono evidentemente distanziati, comprese la Spagna e la Polonia, che pure avevano una popolazione consistente, con una ventina di milioni in mento rispetto ai Paesi sopra citati. Oltre i venti milioni troviamo solo la Jugoslavia e la Romania, segue la Germania Est. Farò menzione dei Paesi che seguono nel successivo paragrafo.

 

La situazione dei Paesi europei nel 1985.

In questo primo quindicennio non scorgiamo evidenti cambiamenti, anzi, ad eccezione dell’U.R.S.S., per il resto ben poche notazioni, che vengono qui riassunte.

La mia intenzione è quella di affrontare – non appena potrò – il tema della crescita demografica del Continente europeo nella sua globalità, in considerazione degli eventi che si sono susseguiti a cavallo tra la fine degli anni ’80 e gli anni ’90, i quali hanno stravolto la “cartina geografica” dell’Europa.

1. Il rallentamento della crescita demografica non è stato uguale per tutti gli Stati. La Germania Ovest è il primo Stato che ha conosciuto un periodo di decrescita demografica ( problema che anni dopo affronterà anche l’Italia, risolto poi con il consistente aumento dell’immigrazione straniera, all’epoca presente in una percentuale vicina all’1%, oggi arrivata a circa l’8% della popolazione totale ). Nel periodo in esame la popolazione tedesca, sia occidentale che orientale, presenta un disavanzo minimo ma significativo, trattandosi di un arco temporale di quasi un quindicennio.

2. Il trio Italia – Regno Unito – Francia, a livello demografico diventa numericamente sovrapponibile nella graduatoria del 1985 ( 56, 55 e 54 milioni circa di abitanti, nel 1985 ) dietro i tedeschi, con un temporaneo sorpasso dell’Italia sul Regno Unito, mentre fino al 1980 la Francia era di poco inferiore numericamente al duo Italia – Regno Unito. Generalmente notavo, in quel periodo ( è una curiosità statistica ) che l’Italia sopravanzava la Gran Bretagna, ma non il Regno Unito ( l’Irlanda del Nord conta circa 1 milione e mezzo di abitanti ). A parte questi dettagli, c’è da dire che nel periodo esaminato le variazioni in termini numerici sono del tutto trascurabili: un pò maggiori per la Francia ( 4 milioni ), cui segue l’Italia ( 3 milioni ) e il Regno Unito ( appena 1 milione ). Vedremo nel successivo periodo che le cose non cambieranno, se non per le posizioni nella graduatoria.

3. Sorprende invece il rilevante incremento demografico dell’U.R.S.S. ( 15 milioni di incremento tra il ’70 e l’85 ), che – si rammenta – all’epoca era la terza forza a livello mondiale ( ben 242 milioni di abitanti nel ’71 e 279 milioni nel 1986, zona asiatica compresa ). Nell’area continentale arriva a sfiorare, nel 1985, i 200 milioni di abitanti, di cui 50 milioni appartengono alla Repubblica Ucraina e appena 10 quella Bielorussa, ancora federate fino alla crisi del ’91.

4. Scorrendo la classifica si osserva una rilevante crescita della Polonia, che supera addirittura la Spagna, di misura ( aumento di 5 milioni di abitanti per la prima, contro i 3 milioni della Spagna ). Ma è un sorpasso momentaneo: la Spagna continuerà a crescere costantemente negli anni ( lo vedremo ), la Polonia, qualche tempo dopo, risentirà del calo demografico generale dei Paesi dell’Est.

5. Riguardo le posizioni di chiusura di questa tabella, notiamo che, mentre Jugoslavia e Romania hanno una modesta crescita demografica, la Germania Orientale riesce a perdere qualcosina, come d’altra parte la sorella Occidentale.

6. Su un totale di 26 Stati europei che superavano il milione di abitanti nel 1985, sono da menzionare ( fuori tabella ) in ordine decrescente, gli unici tre Stati che superano i 10 milioni di abitanti: la Cecoslovacchia ( 15.500.000 ), i Paesi Bassi ( Olanda, 14.500.000 ) e l’Ungheria ( 10.500.000 ). Sotto i 10 milioni di abitanti tutti gli altri 13 Stati.

Ovvio, a questo punto, il rimando all’articolo successivo – parte seconda, che si occuperà del periodo 1985 – 2000, laddove si verificheranno le vere trasformazioni che daranno un assetto quasi definitivo all’Europa attuale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Informazioni su FEDERICO HONORATI

Sono nato a Roma il 01.06.1962. Professione: avvocato civilista. Appassionato di statistica sin da bambino, vorrei sfruttare questa opportunità del web metter rimettere in piedi questo hobby, con un'impostazione originale.

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