Popolazione europea negli ultimi 50 anni – terza parte: dal 2000 al 2016


Gli Stati europei più popolosi: dal 2000 al 2016.

In questa terza ed ultima parte presento l’ultima tabella, quella di comparazione tra la popolazione dei primi dieci Stati europei come si presentava nel 2000 e quella attuale, aggiornata al 2016, con le piccole variazioni numeriche che, pur in un lasso di tempo discreto, non sono minimamente paragonabili a quelle di qualsiasi altro Stato appartenente agli altri Continenti maggiori. Per una verifica di tale confronto, potete leggere l’articolo ( anche questo diviso in tre parti ) sugli Stati più popolosi del mondo dal 2000 ad oggi, proprio al fine di evidenziare la crescita demografica che è avvenuta in Continenti come l’Asia, ma anche l’Africa e le Americhe.

Per tornare all’Europa, dal momento che questo articolo intendeva esaminare un arco di quasi mezzo secolo di storia demografica, a partire dal 1970, vorrei proporre due tabelle:

Ecco quindi i dati relativi alla prima tabella di comparazione:

 

          I primi dieci Stati nel 2000                                                   I primi dieci Stati nel 2016

  1. Russia* 113.084.000   1. Russia* 110.363.000
  2. Germania Ovest   82.163.000   2. Germania    80.723.000 
  3. Regno Unito   59.689.000    3. Regno Unito    64.430.000 
  4. Francia   58.735.000    4. Francia*    62.814.000
  5. Italia   57.884.000    5. Italia   62.008.000
  6. Ucraina   50.456.000    6. Spagna    48.563.000
  7. Spagna   39.630.000    7. Ucraina    44.210.000
  8. Polonia   38.765.000    8. Polonia    38.523.000 
  9. Romania   22.327.000    9. Romania    21.600.000 
10. Paesi Bassi   15.786.000  10. Paesi Bassi   16.731.000
*Per la Russia il dato è della parte europea. Per la Francia il dato è continentale, con esclusione dei dipartimenti d’oltremare.  

Brevi note sugli ultimi dati demografici.

Nella seconda parte di questo post avevamo evidenziato come, a differenza del primo periodo esaminato ( 1970-1985 ), il “Vecchio Continente” non era riuscito ad incrementare la propria popolazione ( appena 7 milioni di crescita nel quindicennio 1985-2000, contro i 45 milioni del periodo precedente ). Ora, con gli ultimi dati a disposizione, circa i quali, tra l’altro, abbiamo notato una certa oscillazione tra le fonti più autorevoli ( ma su questo aspetto ne parlo in un altro post ), risulta che la popolazione europea e salita a 739 milioni di abitanti, con un incremento di 37 milioni, tutto sommato significativo, in considerazione che il Continente è oramai considerato a crescita zero. L’Unione Europea ( 28 Stati ) ne conta 515 milioni, ma è in continua variazione, anche in base alle adesioni e ammissioni che si succedono negli anni. Eravamo rimasti all’Europa dei 27, ora si è aggiunta la Croazia, come precedentemente altri Stati: una continua evoluzione, con la presenza di una lista di Stati in attesa di ingresso nell’Unione.

I singoli Stati.

Passiamo ora a vedere le piccole variazioni cui accennavo sopra, anche se questa volta dovrebbero essere un po’ più marcate. ma andiamo con ordine:

La Russia mantiene il comando, ma soffre la decrescita demografica in atto, risalente alla disgregazione del ’91: 6 milioni circa di abitanti in meno complessivamente, di cui.. 7 milioni nel Continente europeo; ma la Germania, dal canto suo non fa meglio, perdendo un milione e mezzo di abitanti in 15 anni. Diverso è l’andamento delle altre tre inseguitrici, che in ogni caso, anche in questa tornata, riescono ad avere un accettabile incremento demografico ( 5 milioni di abitanti per Regno unito e Francia, poco più di 4 milioni per l’Italia ), mantenendo anche l’ordine in classifica, a differenza dei precedenti periodi esaminati. Sono, in effetti, gli unici Paesi che riescono ad incrementare la propria popolazione in modo significativo, insieme alla Spagna ( aumentata di 9 milioni di abitanti, malgrado la forte crisi economico-occupazionale che ha sofferto dal 2008 ) che nella circostanza supera addirittura la popolazione dell’Ucraina, che soffre lo stesso problema della Russia, ma in maniera più marcata, almeno percentualmente ( 6 milioni di abitanti in meno ). Gli altri Paesi sono più o meno fermi ai dati di quindici anni fa. Qualche cambiamento modesto si nota nelle posizioni di rincalzo, ma parliamo di Stati europei con popolazione inferiore ai 10 milioni di abitanti ( ad eccezione di Belgio, Grecia, Portogallo e Repubblica Ceca, che li hanno da poco superati ).

La tabella riassuntiva: dal 1970 al 2016.

Siamo giunti al termine del percorso, a riepilogare i dati di lungo periodo, ovvero dal punto di partenza, in via convenzionale stabilito al 1970, fino ad arrivare ai rilevamenti demografici attuali, ricordando sempre che le fonti si basano su una serie di elementi, quali proiezioni e stime, non certo sul solo censimento, che ha una cadenza per lo più decennale, almeno per quanto riguarda i singoli Stati europei.

Di qui le stime, che a volte differiscono, anche se di poco, tra una fonte e l’altra ( ONU, NATO, ecc. ). Il dato più preciso lo da il censimento  ( in Italia, ad esempio, l’ultimo risale al 2011, ed ha creato non pochi problemi rispetto ai dati che invece risultavano dalle stime dell’anno precedente ), ma è evidente che non si possono stilare statistiche con dati differenziati in relazione all’anno di censimento, che varia secondo le cadenze pluriennali di ciascun Paese. Ho ritenuto, questa volta, di inserire i dati comparati in base alle stime attuali. Di conseguenza, proprio riguardo alle due prime posizioni, la graduatoria del 1970  – a differenza di quanto fatto nella parte prima di questo report – farà riferimento alla sola Russia anziché all’ U.R.S.S. mentre, al contrario, la Germania est e la Germania ovest sono numericamente sommate; il tutto al fine di dare un uniformità alla comparazione dei dati che riguardano l’evoluzione demografica dei due principali Paesi europei.

Ecco quindi la tabella riepilogativa: 

                                                                     

      I primi dieci Stati nel 1970                                           I primi dieci Stati nel 2016

  1. Russia* 104.079.000   1. Russia 110.363.000
  2. Germania*    78.324.000   2. Germania    80.723.000 
  3. Regno Unito   55.570.000    3. Regno Unito    64.430.000 
  4. Italia   54.100.000    4. Francia*    62.814.000
  5. Francia   51.260.000    5. Italia   62.008.000
  6. Ucraina*   47.127.000    6. Spagna    48.563.000
  7. Spagna   34.134.000    7. Ucraina    44.210.000
  8. Polonia   32.749.000    8. Polonia    38.523.000 
  9. Romania   20.470.000    9. Romania    21.600.000 
10. Paesi Bassi   13.194.000  10. Paesi Bassi   16.731.000
*  Il numero in neretto indica avanzamento di posizione. Per la Russia il dato è europeo; nel ’70 faceva parte dell’URSS. Per la Germania i dati sono riuniti tra Est ed Ovest nel ’70. L’Ucraina faceva parte dell’URSS nel ’70. per la Francia i dati sono  continentali, con esclusione dei Dipartimenti d’oltremare.  

 

Qui abbiamo i dati complessivi del lungo periodo esaminato con le tabelle proposte, con questo riepilogo finale, molto adattato, circa gli Stati presenti nella tabella, ma solo per esigenze comparatistiche. Per un’idea vera della popolazione europea per Stati nel 1970 rimando alla prima parte di questo report sull’Europa.

Da questo confronto complessivo su quasi mezzo secolo di storia demografica del “Vecchio Continente”, è facile capire come non vi siano state grosse novità, a parte il cambiamento politico di diversi Stati, i quali hanno subito un travaglio importante, tanto che oggi non si riconoscono affatto rispetto alla geografia politica di cinquant’anni fa.

Per fare un breve riepilogo evidenzio i due aspetti principali: a) le variazioni della geografia europea, come appena detto; b) quelle riguardanti la popolazione dei singoli Stati, che poi è l’oggetto di questo articolo, anche se il confronto con il resto del mondo è inevitabile: sul punto rimando al post ( anch’esso diviso in tre parti ) sulla popolazione mondiale negli ultimi 15 anni.

La Federazione Russa – che per esigenze comparatistiche abbiamo qui considerato separatamente dall’Unione Sovietica, della quale ha fatto parte fino al 1991 – ha avuto uno strano cammino: fintanto che faceva parte dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche ( U.R.S.S. ) ha conosciuto un buon periodo di crescita demografica, con un picco massimo negli anni ’90, anche dopo il disfacimento dell’Unione Sovietica ( che era arrivata a 290 milioni di abitanti, compresa la parte asiatica ). Infatti, dagli iniziali 130 milioni di abitanti nel ’70 ( ricordo che il 78% della popolazione russa, secondo le stime più accreditate, vive in Europa: quindi 104 milioni, come indicato nella classifica del ’70, 113 milioni in quella attuale ) è arrivata fino ad un massimo di 148 milioni di abitanti intorno al ’95, poi subito una lenta decrescita demografica, continuata negli anni successivi fino ad oggi, con i sui 142 milioni circa di abitanti complessivi, tornando così ai livelli della metà degli anni ’80. 

Devo solo notare che le fonti sulla popolazione russa della parte europea sono tanto autorevoli quanto lontane nei numeri. Non andrò nei dettagli ma la parte asiatica è stata stimata tra i 20 ai 40 milioni di abitanti, secondo la fonte prescelta, ovvero il doppio, o la metà, come preferite; direi: inconcepibile. La UE non ci aiuta, in quanto la Russia non ne fa parte. Potrei dire che ho perso più tempo con la Russia, per trovare il dato più verosimile, che con tutte le altre Nazioni messe insieme, che pure hanno dati discordanti: in secondo caso però si parla di uno o due milioni come differenziale statistico, peraltro anche motivato; ben altra cosa rispetto allo Stato ora esaminato. Chiusa questa complicata parentesi sul principale Stato europeo, sia per estensione che per popolazione, possiamo spostarci sugli altri Paesi europei, partendo dalla Germania, anch’essa alterata nei dati relativi al 1970, quando era divisa in Occidentale ed Orientale, i quali qui sono stati sommati. Ma il discorso è abbastanza simile a quello della Russia, in quanto i dati di partenza e quelli attuali sono sostanzialmente gli stessi; peraltro nel caso tedesco non c’è stato un periodo di salita e discesa demografica, nemmeno dopo l’unificazione. Quindi si può dire solo questo: crescita zero per il popolo tedesco, che a suo tempo, tra il dopoguerra fino agli anni sessanta è stato, come del resto altri due Stati europei ( Italia e Regno Unito ) tra i dieci Stati più popolati del mondo. Diversa invece la situazione relativamente a quasi tutti gli altri Stati europei, che hanno avuto, chi più chi meno, un certo avanzamento nei dati demografici del periodo esaminato.

D’altra parte in Europa un aumento della popolazione complessiva si è pur verificato, come abbiamo detto sopra: dai 650 milioni del ’70 agli attuali 740 milioni di abitanti, dovuti ad una somma di piccoli spostamenti che, ad esempio, per la Spagna non sono di poco conto: da 34 milioni di abitanti a 48 milioni, vale a dire un terzo della popolazione. Notate la differenza con l’Ucraina, che ha seguito il percorso inverso, soprattutto dopo le vicende del ’91, con una considerevole perdita di abitanti, in cerca di fortuna verso altre destinazioni europee. E’ il caso più eclatante di calo abitativo, da un punto di vista numerico: dai 51 milioni di abitanti degli anni ’90 agli attuali 44 milioni, con prospettive ulteriormente negative ( la perdita di posizione sulla Spagna è comunque fittizia sul lungo periodo, in quanto era uno Stato Federato dell’Unione Sovietica, mentre è reale nella prima tabella presentata, quando era oramai uno Stato autonomo già da diversi anni ).

Non ho seguito, questa volta, l’ordine della classifica nel tratteggiare i veri Stati, ma ora è il momento degli altri grandi Paesi europei, che meritano qualche riga di commento. Nella tabella che leggiamo c’è quest’ordine: 11 milioni per la Francia, 9 milioni per il Regno Unito, 8 milioni per l’Italia. Possiamo dire che questi Stati hanno avuto un lento incremento demografico in questi 46 anni, ma con andamenti diversi, secondo il periodo. Se date un’occhiata alle tabelle delle altre due parti di questo articolo ve ne potete rendere conto. Come già detto in varie occasioni – ma ne parlerò in un altro report più impegnativo, nel senso del arco di tempo che analizzerò: dal dopoguerra ad oggi, magari a livello mondiale – sia il Regno Unito che l’Italia erano tra i primi dieci Paesi più popolati del mondo, la Francia un poco indietro, magari all’11° posto, non ricordo, ma l’Europa aveva una fetta di popolazione molto più importante nel mondo, seconda solo all’Asia, fino ancora agli anni ’70. Poi è cambiato tutto. Magari è stato meglio così..

In questo articolo parliamo però dei singoli Stati europei; si può quindi dire che Italia e Regno Unito hanno mantenuto sempre la stessa popolazione, alternandosi nella classifica ( la sola Gran Bretagna, come espressione geografica, per rubare il termine al Metternich, era comunque dietro l’Italia, dato che l’Irlanda del Nord conta un milione e mezzo di abitanti ) fino a pochi anni fa. Ora l’Italia si è un po’ staccata perché si trova in una fase a crescita zero, se addirittura non ha perso qualcosa nell’ultimo anno ( mezzo milione di abitanti, secondo alcune fonti ).

La Francia ha avuto una costante crescita negli anni, fino a sorpassare l’Italia nella graduatoria e, se dovessimo contare anche i possedimenti d’oltremare, starebbe anche avanti al Regno Unito, il quale, a parte un lungo periodo di stallo demografico, ora sta progredendo con costanza e mantiene la terza posizione, secondo la fonte che ho scelto per il 2016, ovverosia The World Factor della CIA, che ha proposto i dati più omogenei, ma sarebbe lo stesso anche secondo l’altra fonte più accreditata, quella cioè che fa capo all’ONU: sono fonti su cui si basano anche gli atlanti di maggior prestigio. Anche se, come ho detto sopra, a proposito della Russia europea, ho letto di tutto, in particolare nel web. Non so da dove vengano tratti certi dati, ma ne ho parlato in un report apposito, con tanto di tabella comparativa, anche se l’argomento dei dati diffusi nel web meriterebbe un ulteriore approfondimento, in particolare riguardo alla popolazione di città e metropoli, dove me sembra di leggere dei numeri a lotto. Ma sulle città più popolate del mondo devo ancora completare i relativi articoli, dovendo partire, come al solito, da lontano.

Altra divagazione, che appesantisce la lettura; me ne scuso. D’altra parte, rispetto a quello che accade negli altri Continenti, qui non c’è molto da dire. Guardate ad esempio Paesi come Polonia, Romania e Paesi Bassi ( entrati questi ultimi tra i primi dieci dopo il disfacimento della Jugoslavia ): è cambiato qualcosa? Direi di no. Lo stesso dicasi riguardo i Paesi che seguono, dei quali ho fatto cenno nelle prime due parti del report. Oramai l’Europa è diventato un Continente frastagliato, pieno di piccoli Stati, che hanno continuato a dividersi fino a poco tempo fa, con crescita demografica vicina allo zero, con qualche eccezione in positivo, ma anche in negativo, per evidenti motivazioni economiche.

Con questo terzo capitolo si chiude il discorso sulla demografia europea dell’ultimo mezzo secolo, abbastanza noiosa per la verità, soprattutto per gli amanti dei numeri, che qui non credo abbiano trovato spunti particolari; ma si sapeva..

Se intendete partecipare, porre domande, criticare o aggiungere elementi di confronto non vi risparmiate. 

 

 

 


Informazioni su FEDERICO HONORATI

Sono nato a Roma il 01.06.1962. Professione: avvocato civilista. Appassionato di statistica sin da bambino, vorrei sfruttare questa opportunità del web metter rimettere in piedi questo hobby, con un'impostazione originale.

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