Stati più popolosi del mondo dal 2000 ad oggi – terza parte: aggiornamento al 2016


Gli Stati più popolosi del mondo- terza parte: aggiornamento 2016 ( luglio )

Questa terza parte dell’articolo dedicato alla popolazione mondiale per Stati è una sorta di compendio delle due prime parti, dove viene presentate una tabella riepilogativa dei dati riferiti al 2000 e all’ultimo aggiornamento disponibile – quello da me ritenuto più affidabile, tra i vari esistenti –  con un’unica differenza rispetto ai dati di riferimento iniziali: nella prima parte ho proposto una graduatoria del 1997 posta a confronto con quella del 2007; poi, nella seconda parte dell’articolo, è stata presentata una tabella comparativa tra la graduatoria relativa al 2007  e quella aggiornata al 2014.

Questa volta i dati di comparazione saranno quelli effettivi del 2000 ( la correzione era doverosa, anche se marginale in termini numerici ), confrontati con quelli del 2016 (aggiornamento a luglio 2016 ), cioè gli ultimi disponibili. Quindi abbiamo, in sostanza, due nuove graduatorie, in quanto gli anni di riferimento sono diversi dagli altri già esaminati. Per gli appassionati di numeri posso dire che già tra 1997 ed il 2000 ho trovato delle variazioni interessanti, per alcuni Paesi ( ovviamente non europei ). Per maggiore chiarezza:

prima parte:             anni 1997  e  2007;

seconda parte:         anni 2007  e  2014;

terza parte:              anni 2000  e  2016.

Con questo piccolo aggiornamento al 2000, che poi era il punto di partenza di questo articolo, abbiamo ora a disposizione il quadro complessivo dello sviluppo demografico mondiale nel periodo esaminato riferito ai principali Stati mondiali con popolazione superiore ai 50 milioni di abitanti. Per un esame più approfondito riguardante anche altri Stati con popolazione inferiore alla soglia base di queste tabelle, rimando agli articoli inseriti nella categoria dedicata alla demografia continentale.

Ed ecco la tabella comparativa:

 

   Popolazione per Stati nel 2000                         Popolazione per Stati nel 2016

  1. Cina      1.277.558.000   1. Cina    1.373.541.000 
  2. India      1.027.015.000   2. India    1.266.884.000
  3. Stati Uniti         281.422.000   3. Stati Uniti       323.996.000
  4. Indonesia         212.107.000   4. Indonesia       258.316.000
  5. Brasile         166.243.000   5. Brasile       205.824.000
  6. Russia         145.600.000   6. Pakistan       201.996.000
  7. Pakistan         138.263.000   7. Nigeria       186.053.000
  8. Bangladesh         129.155.000   8. Bangladesh       156.187.000
  9. Giappone         126.714.000   9. Russia       142.355.000
10. Nigeria         111.506.000 10. Giappone       126.702.000
11. Messico           98.881.000 11. Messico       123.166.000
12. Germania           82.163.000 12. Filippine       102.624.000
13. Vietnam           79.832.000 13. Etiopia       102.374.000
14. Filippine           75.967.000 14. Vietnam         95.261.000
15. Iran           67.702.000 15. Egitto         94.667.000
16. Turchia           65.997.000 16. Iran         82.802.000
17. Egitto           65.257.000 17. Congo         81.331.000
18. Etiopia            62.565.000 18. Germania         80.723.000 
19. Thailandia           61.399.000 19. Turchia         80.275.000
20. Regno Unito           59.679.000 20. Thailandia         68.201.000
21. Francia            58.735.000 21. Regno Unito         64.430.000
22. Italia            57.884.000 22. Francia         62.814.000
23. Ucraina           50.456.000 23. Italia         62.008.000
24. Sud Africa         54.301.000
25. Tanzania          52.483.000 
26. Sud Corea         50.924.000 
  
*  In neretto gli Stati che sono saliti in classifica nel 2016

Brevi note riepilogative.

Con quest’ultima tabella – nella quale, tra l’altro, si può notare che già nel triennio 1997 – 2000 ci sono state delle variazioni che hanno spostato l’ordine della graduatoria, così come era stato predisposto per il confronto con il 2007 – abbiamo finalmente un quadro definitivo dell’evoluzione demografica nel mondo, a livello dei singoli Stati.

Preciso che per quanto riguarda i dati 2016 mi sono avvalso di quelli, per me più attendibili, della fonte  Cia – The world factbook, anche se questo tema delle fonti lo riprenderò in un prossimo articolo, mettendo a confronto le più attendibili, per poi evidenziarne le differenze, per pura curiosità statistica, ma non solo.

Tutto quello che è stato evidenziato nella prima e nella seconda parte di questo articolo, che ho dovuto necessariamente dividere per poter esporre le varie tabelle comparative dei dati demografici come modificatisi negli anni, in questa tabella riassuntiva del quindicennio di inizio secolo trova ulteriore conferma, laddove, a fronte di una crescita zero di alcuni Paesi, europei in special modo, registriamo una crescita demografica a ritmi in certi casi impressionanti, in altri più regolari. Ma vediamo, caso per caso, la situazione risultante dalle due graduatorie.

I Paesi che superano i 100 milioni di abitanti.

A parte le considerazioni già svolte su Cina ed India nelle prime due parti dell’articolo, cui rimando, va segnalato che i Paesi oltre i 100 milioni di abitanti, già saliti da 9 a 10 tra il 1997 ed il 2000, come si evince dalla graduatoria esposta nella prima parte dell’articolo, ora invece, nel medio periodo di un quindicennio sono diventati ben 13. Ciò dimostra come alcuni di questi Paesi stanno avendo una fase di crescita demografica quasi incontrollata. Dalla tabella si evince a quali Paesi mi riferisco, in particolare quelli evidenziati in neretto, ma non solo.

Come detto, qui vengono mostrate solo tabelle comparative, senza voler addentrarsi in questioni politico – demografiche relativamente ai singoli Stati. Quindi, a compendio di quanto già evidenziato nelle prime due parti dell’articolo, si può riassumere in estrema sintesi  quello che emerge da questi dati:

La Cina è cresciuta molto poco, grazie ad una severa politica di controllo delle nascite, durata oltre trent’anni e che ha dato i suoi frutti, quindi ora abbandonata gradualmente per evitare l’eccessivo invecchiamento della popolazione. Gli esperti prevedono infatti che entro circa dieci anni verrà superata dall’India, che invece non ha adottato politiche demografiche di sorta ed è quindi cresciuta moltissimo, sin  dall’ultima parte dello scorso secolo.

Molti Paesi, come gli USA, il Brasile, l’Indonesia, il Bangladesh ( che rimane il Paese più densamente popolato del mondo, esclusi gli Stati minori ), il Messico, ecc., mantengono una costante crescita demografica, che varia tra i 25 e i 45 milioni di abitanti, anche in considerazione, ad eccezione del Bangladesh, della loro enorme estensione territoriale, che consente tale crescita, sempre nei limiti di sostenibilità della crescita medesima.

I paesi in forte crescita e la crisi demografica europea.

Alcuni Stati, come accennavo sopra, a differenza di quelli che hanno una costante  crescita demografica nel tempo, sembrano invece avere un’incontrollato e smisurato sviluppo demografico, che li ha portati in certi casi anche a raddoppiare la popolazione. Sviluppo con il quale dovranno fare i conti prima o poi, se già non adesso: mi riferisco a Paesi come il Pakistan, la Nigeria, l’Etiopia e, da ultimo, il Congo, i quali in soli 15 anni hanno scalato questa speciale classifica, che alcuni decenni fa li vedeva assenti ( nel senso che avevano una popolazione inferiore addirittura a quella di Italia, Regno Unito e Francia: oggi i primi due citati sono quadruplicati, gli altri raddoppiati, ma l’elenco è lungo ). 

Sui Paesi europei si è già detto, e lo si vede nella tabella. Possiamo inserirci il Giappone, ma lì direi che il territorio non consente espansioni ulteriori rispetto a quanto avvenuto nello scorso secolo. Al contrario, l’immobilismo europeo ( che riguarda tutti gli Stati, compresi quelli non presenti in queste graduatorie ) ha origini lontane, ma sta conoscendo da decenni anche una decrescita demografica, oscillante nel tempo ( valgano, per tutti, i casi di Russia e Germania ).

Anche nella “bassa” classifica l’inevitabile aumento degli Stati con oltre 50 milioni di abitanti – cui si deve inserire il Myanmar, stranamente dimenticato dalla fonte sopra citata, ma che ritroveremo sicuramente in un altro articolo che a breve pubblicherò – anziché veder spuntare Stati come la Spagna, l’Ucraina ( che invece è scesa sotto la soglia base ), l’Argentina, che sembravano arrivare a tale quota in proiezione, troviamo altri Paesi, come il Sud Africa, la Corea del Sud e la Tanzania, collocati in tutt’altra parte del mondo: quella che cresce a livello demografico. Tutto questo mi spinge a  verificarne anche la crescita economico – industriale, con altre tabelle comparative ( il mio metodo ) che presto pubblicherò.

Con ciò si conclude il trittico sull’evoluzione demografica mondiale in uni scorcio di medio termine. Quello di lungo termine, che potrebbe partire dal dopoguerra o comunque dagli anni sessanta sarà oggetto di una più approfondita analisi, anche perché lì, come potrete immaginare, ci sarà una tale quantità di numeri e relative tabelle, che probabilmente saranno presentate in formato E-book. Ma come argomento statistico è irrinunciabile da affrontare. Per il momento ci dobbiamo accontentare di questo breve periodo riguardante la prima parte del nuovo secolo, che comunque ha già detto molto e dal quale si potranno estrarre ulteriori statistiche, anche a livello continentale, se non addirittura nazionale ( Per quanto riguarda l’Italia e l’Europa sono già al lavoro ).


Informazioni su FEDERICO HONORATI

Sono nato a Roma il 01.06.1962. Professione: avvocato civilista. Appassionato di statistica sin da bambino, vorrei sfruttare questa opportunità del web metter rimettere in piedi questo hobby, con un'impostazione originale.

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