Stati più popolosi del mondo dal 2000 ad oggi – seconda parte: dal 2007 al 2014.


Gli Stati più popolosi del mondo tra il 2007 ed il 2014.

In questa seconda parte dell’articolo presenterò la tabella relativa ai dati demografici relativi agli anni 2007 e 2014, posti a confronto, seguendo lo stesso metodo utilizzato nella prima parte, dove erano comparati i dati relativi agli anni 1997 e 2007. Con una doverosa precisazione: la fonte di riferimento propone dati aggiornati al 1.1.2014, come dire che i dati, in realtà sono aggiornati al 2013; sembra un dettaglio, ma è bene precisarlo. Nell’aggiornamento che seguirà nella parte terza del post, ad esempio, i dati sono aggiornati al luglio 2016. naturalmente si tratta di stime, che pertanto differiscono tra una fonte e l’altra: non è che ogni anno si fanno censimenti. Peraltro, per certi Paesi, le stime si basano su vari fattori, giacché non tutti gli Stati hanno un avanzamento tecnologico od organizzativo da poter verificare con esattezza i propri cittadini o residenti. Alcuni Stati, invece, sono in grado di fornire dati in tempo reale sulla propria popolazione ( es.: U.S.A. ). In Italia, come in altri Paesi europei, c’è un censimento con cadenza decennale ( ne parlerò in un apposito post ), l’ultimo dei quali è del 2011; in quel caso si è riscontrata una forte e, diciamolo, strana differenza tra le risultanze degli Enti Locali ( residenze, dimore, ecc. ) e quelle del censimento, con un ammanco di un milione e mezzo di cittadini, che è un’enormità rispetto agli strumenti a disposizione. Questo giusto per fare un esempio sulle difficoltà di stima. anche in Paesi ( apparentemente ) attrezzati. Tanto precisato, passiamo alle statistiche, fulcro di questi post.

Qui di seguito la tabella comparativa tra la popolazione nel 2007 e quella nel 2014, cui seguiranno alcune note sulle variazioni demografiche dei singoli Stati.

 

     Stati più popolosi nel 2007                         Stati più popolosi nel 2014

  1. Cina  1.307.560.000   1. Cina      1.355.693.000
  2. India  1.117.733.000   2. India      1.236.345.000
  3. Stati Uniti     299.398.000   3. Stati Uniti         318.892.000
  4. Indonesia     222.051.000   4. Indonesia         253.610.000
  5. Brasile     186.770.000   5. Brasile         202.657.000
  6. Pakistan     156.000.000   6. Pakistan         196.174.000
  7. Russia     142.754.000   7. Nigeria         177.156.000
  8. Nigeria     140.003.000   8. Bangladesh         166.281.000
  9. Bangladesh     138.512.000   9. Russia         142.470.000
10. Giappone     127.806.000 10. Giappone         127.103.000
11. Messico     104.700.000 11. Messico         120.287.000
12. Filippine       86.972.000 12. Filippine         107.668.000
13. Vietnam       84.156.000 13. Etiopia           96.633.000
14. Germania       82.438.000 14. Vietnam           93.422.000
15. Etiopia       75.067.000 15. Egitto           86.895.000
16. Turchia       72.970.000 16. Turchia           81.619.000
17. Egitto       72.579.000 17. Germania           80.997.000
18. Iran       70.472.000 18. Iran           80.841.000
19. Thailandia       65.219.000 19. Congo           77.434.000
20. Francia       61,353,000 20. Thailandia           67.741.000
21. Regno Unito       60.393.000 21.  Francia           66.259.000
22. Congo       59.320.000 22. Regno Unito           63.743.000
23. Italia       59.131.000 23.  Italia           61.680.000
 

*i numeri in neretto indicano un avanzamento di posizione

 

Analisi dello sviluppo demografico recente.

La tabella appena mostrata presenta interessanti spunti, anche rispetto a quella relativa al periodo precedente, al di là della variazione di posizionamento di alcuni Stati rispetto ad altri. Consideriamo anche che il confronto riguarda un arco di tempo di solo sette anni rispetto ai dieci della precedente. 

Avevamo già evidenziato nel commento relativo al primo periodo del nuovo secolo come ci fosse una netta differenza tra i Paesi europei e quelli asiatici, ma anche africani e sudamericani, circa lo sviluppo demografico nel periodo in esame. Adesso tale concetto non può che confermarsi, ma direi che, salvo eccezioni, si ancor più evidenziato, ed ora lo vedremo più nel dettaglio, esaminando i singoli Stati presenti in questa graduatoria, che peraltro non sarebbe chiusa dall’Italia ma da un altro Paese in forte crescita demografica, ovvero il Myanmar ( Birmania ), il quale ha superato i 50 milioni di abitanti ed ha quindi conseguito il diritto ad essere inserito in classifica, secondo i criteri adottati cui rimando, ma qui non inserito per un capriccio di formattazione tabellare che non ho saputo correggere; ne farò comunque cenno in chiusura di questa breve analisi. Adesso esaminiamo l’andamento dei singoli Stati in questo breve scorcio di secolo.

 

1. Cina ed India.

Le “prime della classe” sono ovviamente sempre loro. Già detto nella prima parte di questo articolo della nuova politica demografica della Cina, la quale ha abbandonato la restrizione delle nascite, che durava addirittura dal 1979, ammettendo dal 2013 il secondo figlio per famiglia, che poi sarà ulteriormente modificata solo tre anni dopo nella direzione della libertà totale riguardo al numero di figli consentiti, dal momento che oramai l’età media dei cinesi è salita di molto.

Per ora, al 2014, registriamo una crescita modesta rispetto alla “concorrente” India ( destinata al sorpasso nel giro di pochi anni, forse dieci, secondo i demografi ). Aumento di 50 milioni circa di abitanti per la Cina, rispetto ai 110 dell’India, dove di politiche restrittive neanche l’ombra. Ora la distanza si è ulteriormente ridotta a solo 120 milioni, rispetto ai quasi 300 milioni di fine secolo scorso. Non c’è altro da aggiungere.  

 

2. Gli Stati che superano i 100 milioni di abitanti.

Sono in aumento anche loro, giacché si sono unite al gruppo, già abbastanza folto, le Filippine, direi anche in maniera inaspettata. Ma andiamo in ordine. Gli Stati Uniti, sempre terzi in graduatoria, mantengono una crescita costante, con quasi 20 milioni di abitanti nel breve periodo esaminato, salvo l’aggiornamento 2016 che pubblicherò a seguire, anche se l’Indonesia ha fatto di meglio, con una crescita di oltre 30 milioni di individui. Per ora è ancora lontana. Poi segue il Brasile, che sale di 15 milioni circa, in leggero calo di crescita rispetto al precedente periodo.

Incredibile invece la crescita del Paese che segue, Il Pakistan, capace di una crescita demografica di 40 milioni di persone in appena sette anni. Un numero sbalorditivo, oltreché preoccupante, sempre per la questione della sostenibilità della popolazione. Nei dieci anni precedenti era salita di 26 milioni di abitanti e anche di una posizione ai danni della Russia. Il Paese è esteso per 796.096 Kmq, grosso modo il doppio del Giappone, il quale però ha sempre avuto una densità abitatativa molto elevata. Ne parleremo, sulla densità della popolazione, in un apposito post.

Segue poi la Nigeria, per la quale vale lo stesso identico discorso appena fatto per il Pakistan. Infatti la crescita demografica di questo Paese è sostanzialmente identica a quella di quest’ultimo, insieme al quale risulta lo Stato con maggiore incremento demografico in termini proporzionali ( 1/4 della popolazione ), almeno a questo punto della graduatoria. Poi vediamo sotto se c’è qualche altra sorpresa. Cambia solo, per la Nigeria, l’estensione territoriale, che è di 923.768 Kmq ( tre volte l’Italia ), che offrirebbe, teoricamente, un ulteriore margine di sviluppo demografico rispetto al Pakistan. Ma queste sono mere ipotesi, pronte ad essere smentite nell’evolversi delle situazioni dei singoli Stati, in quanto i fattori di crescita demografica sono svariati, e qui non è il caso di approfondire la tematica, dovendo esaminare il solo dato demografico, anche se il fenomeno è di notevole interesse. Prima ho parlato di aumento di 1/4 della popolazione: nel periodo complessivo, cioè dal 2000 ad oggi, la proporzione è decisamente superiore. Mi riesce veramente difficile immaginare una crescita così rapida in un lasso di tempo molto ristretto, anche perché abituato ai numeri dell’Europa, praticamente immutati da circa mezzo secolo. 

Oltre ai Paesi appena esaminati, destinati ad arrivare non so dove, ci sono poi altri Stati che seguono una crescita demografica abbastanza regolare, come, ad esempio, il Bangladesh, che in questa statistica presenta un costante e sostenuto aumento della propria popolazione, mantenendo il primato mondiale di densità abitativa ( escludendo gli Stati minimali, inferiori a 1.000 Kmq ).

Finalmente, seguendo sempre la graduatoria, uno Stato europeo: la Russia, che ai suoi bei tempi ( statisticamente parlando ) era la terza forza mondiale indisturbata, quando era ancora U.R.S.S., con circa 300 milioni di abitanti, mentre ora si trova relegata al nono posto, con due posizioni perse e con popolazione identica nel periodo in esame ( crescita zero ). Ma non c’è da meravigliarsi. Anni addietro il fenomeno ha riguardato altri Paesi europei ( vedi Germania e Italia ), i quali ora, pur con una minima crescita, continuano a scendere nella graduatoria generale. Per la Russia ora il fenomeno è più evidente, per quanto detto sopra.    

Per il Giappone vale lo stesso discorso: anche questo Stato oramai è arrivato ad una crescita zero, anche se giustificato da una popolazione da sempre altamente superiore alla media dei Paesi delle sue dimensioni: Ricordiamo che questo glorioso Stato ( già ne accennavo nella prima parte del post) ha una superficie terrestre nettamente inferiore a quella della Spagna e della Francia, sul piano demografico ha il doppio, rispetto alla Francia, ed il triplo, rispetto alla Spagna, della popolazione. Potrei citare anche la Germania, con pari estensione territoriale, ma anche l’Italia ed il Regno Unito, di poco inferiori per superficie terrestre, ma con la metà della popolazione giapponese. A parte queste considerazioni sul confronto con i grandi Paesi europei, direi che il Giappone ha trovato ormai un equilibrio demografico quasi definitivo.

Sopra i cento milioni di abitanti abbiamo altri due Paesi: il Messico, che aveva superato questa soglia all’inizio del nuovo secolo, e che continua nella sua regolare crescita demografica, con 16 milioni di abitanti in più rispetto al 2007, avendo comunque, come già precisato nella prima parte, un’enorme estensione territoriale. Infine le Filippine, arrivate, in base alle stime 2014, ad una crescita di quasi 21 milioni di abitanti e superando così la soglia dei 100 milioni. Ma questo Paese non sarà certo l’ultimo a superarla, se consideriamo che altri paesi stanno aumentando a gran ritmo la propria popolazione.

 

3. I rimanenti Stati nella graduatoria del 2014.

Per terminare questa breve analisi sui dati forniti, in questo caso, dal sito ufficiale della CIA – The World Factbook, fonte molto affidabile, ma con alcuni dati un po’ diversi da altre fonti, pur autorevoli ( non c’è mai una assoluta coincidenza di dati: ne parlerò in apposito articolo ), vi sono da menzionare altri 12 Stati, dei quali uno fuori tabella, per un mio errore. Eccoli in ordine:

l’Etiopia, appena ventiduesima nel ’97, poi quindicesima dieci anni dopo, con sette posizioni scalate, ora al 13° posto, con una crescita demografica di ben 21 milioni di abitanti, ed oramai ad un passo dai 100 milioni, probabilmente già nel 2016: lo vedremo nella terza parte dell’articolo, con gli ultimi dati disponibili. Segue il Vietnam, che sale di “appena” 9 milioni di abitanti; quindi l’Egitto, con un aumento di 14 milioni di cittadini; la Turchia, che cresce anch’essa, come il Vietnam, di 9 milioni, superando ( insieme ad Etiopia ed Egitto ) la Germania, che invece perde un milione e mezzo di abitanti e tre posizioni in graduatoria ( destino inevitabile per tutti i Paesi europei, ma la Germania in questa fase è in decrescita demografica come la Russia ). Nel gruppetto intorno agli 80 milioni di abitanti si inserisce anche l’Iran, con oltre 10 milioni di crescita demografica ( e prossimo anch’esso al sorpasso sui tedeschi ) ed il Congo ( Repubblica Democratica, ex Zaire ), con 18 milioni di individui in aggiunta ai precedenti, già numerosi. Pensate che nella graduatoria del 1997 nemmeno era presente, perché sotto i 50 milioni, ma in realtà anche sotto i 40 milioni. Ora, dopo circa 15 anni, ne ha il doppio: da non credere.

Per le posizioni finali invece l’Europa la troviamo subito. Infatti, nel gruppo di Stati oltre i 60 milioni di abitanti, dopo la Thailandia, che è stabile, troviamo il solito trio Francia, Gran Bretagna ( strano l’errore su questo Stato, che ha cambiato nome da “qualche” anno ) e Italia. Riguardo la Francia, mi pare che il dato sia sovrastimato ( addirittura 5 milioni di crescita in sette anni: in Europa è vietato… ), ma vi informerò se trovo l’errore. per la ” Gran Bretagna” ( Regno Unito ) 3 milioni e mezzo di cittadini in più: ci può stare, ma anche qui… da verificare. Infine l’Italia, più deludente rispetto agli altri due Stati europei, con appena un milione e mezzo di crescita, che in realtà non è poco, vista la condizione demografica dell’Europa. Se non altro, con l’ingresso tra gli Stati con oltre 50 milioni di abitanti del Myanmar ( Birmania ), cede l’ultima posizione ad un Paese che, con 8 milioni in aumento rispetto al decennio precedente, sembra destinato anch’esso al sorpasso sul gruppo dei Paesi europei. Nella prima parte del post parlavo di un grande divario tra il gruppo europeo e gli altri Paesi che seguivano in graduatoria ( 12 milioni circa di abitanti ): ora si è già dimezzato. Vedremo nel 2016…

Questo è quello che ci dice la statistica demografica odierna, aggiornata al 1 gennaio 2014 ( quindi al 2013 ). Un’analisi complessiva potrà farsi con un confronto dei dati di partenza, del 1997, con quelli attuali, che non sarà nemmeno facile proporre, date le differenze di stima che ho rilevato nelle ultime verifiche. in ogni caso dovrà logicamente seguire una terza parte dell’articolo, per compendiare i dati fin qui presentati, nonché per trarne le conclusioni, e che a breve pubblicherò.

Per concludere, chiedo ai lettori un commento per capire, tra le tre modalità di pubblicazione dei post:

1. Tabelle comparative multiple, senza notazioni;              

2. Tabella singola comparativa, con brevi note statistiche ( come sto facendo ora );

3. Tabella comparativa con maggior approfondimento o analisi dei dati.    

Per me è importante capire il tipo di interesse che i lettori gradiscono di più sulle statistiche in generale, anche perché in seguito non mancherò di affrontare anche altre categorie come lo sport, la musica, ecc.

 

  

 

 

 

 

 


Informazioni su FEDERICO HONORATI

Sono nato a Roma il 01.06.1962. Professione: avvocato civilista. Appassionato di statistica sin da bambino, vorrei sfruttare questa opportunità del web metter rimettere in piedi questo hobby, con un'impostazione originale.

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